Domande frequenti

Domande frequenti

FAQ Cesnir

L’art. 180 del Decreto Legislativo 81/2008 definisce agente fisico “il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche, che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori”.

No, CeSNIR fornisce consulenze verticali per le valutazioni di specifici rischi che possono richiedere un’indagine tecnica. È quindi un supporto per tutti gli RSPP quando la quantificazione di un rischio richiede un approfondimento.
Ad esempio sono eseguiti accertamenti su rumore, campi elettromagnetici, stress termico, agenti chimici (clicca qui per un elenco esaustivo).

Il Documento di Valutazione dei Rischi deve includere una valutazione relativa alla totalità dei rischi, ma questo non implica che debbano essere eseguiti degli accertamenti tecnici. L’art. 181, comma 3 (agenti fisici) e l’art. 223 comma 5 (sostanze nocive) concedono al datore di lavoro di condurre una valutazione semplificata (leggi senza misurazioni) se può ragionevolmente ritenere che queste non siano necessarie.

No. Il microclima degli ambienti aperti può configurare seri rischi per i lavoratori. Si tratta infatti di ambienti vincolati (sui quali non si possono attivare misure di controllo delle temperature) e che nella stagione calda e in quella fredda si configurano come ambienti severi.

In alcuni casi si rende necessario, in anticipo o direttamente al momento del rilievo, fornire ai lavoratori alcune indicazioni, specialmente se la misurazione prevede di far indossare un dispositivo di rilevazione al lavoratore.

Le misure effettuate hanno una validità di quattro anni a decorrere dalla data della prima misurazione; trascorso questo tempo la valutazione del rischio dev’essere rieseguita da zero. Nell’arco del quadriennio deve però essere garantito il continuo aggiornamento della valutazione dei rischi a fronte di eventuali mutamenti in azienda.

Se la modifica ha comportato una diversa esposizione dei lavoratori, in termini quantitativi o qualitativi, le misure devono essere aggiornate appena ultimata la modifica organizzativa.

Generalmente no, può essere sufficiente un coordinamento con il referente per la sicurezza.

CeSNIR affianca il cliente nella ricerca delle migliori soluzioni dal punto di vista della praticabilità ed economicità, forte anche delle numerose casistiche affrontate negli anni

No, non è possibile alcuna autocertificazione. Per le sole vibrazioni esiste un regime agevolato (ricorso a banca dati, rispettati alcuni precisi vincoli).

Può capitare che il lavoratore debba indossare dei dispositivi di misurazione, ma questi non devono interferire con la sua sicurezza e devono garantire la completa libertà di movimento. I rilievi sono generalmente effettuati durante la normale attività lavorativa, quando tecnicamente possibile o, altrimenti, in condizioni di prova, minimizzando comunque i disagi e/o l’allungamento dei tempi produttivi ordinari.

No, tranne che per gli ambienti a temperatura rigidamente controllata (celle frigo e celle calde). In generale, al fine di tenere conto del carico termico dovuto al meteo, è opportuno eseguire le misurazioni nel periodo estivo e/o in quello invernale.

Sì, le misurazioni vanno comunque eseguite, con impianto acceso alle condizioni ordinarie di utilizzo.

Sì, sono previste specifiche sanzioni dal Decreto Legislativo 81/08.

No, al contrario, l’attività deve proseguire in modo ordinario.

CeSNIR, al termine dei rilievi, consegna al cliente una relazione dove vengono dettagliati i procedimenti utilizzati, i risultati delle misure e le conclusioni.

Viene rilasciata una relazione completa con l’inquadramento normativo della fattispecie, la metodologia utilizzata, i risultati delle misure, il raffronto con i limiti normativi e un ampio spazio alle conclusioni, dove i risultati sono commentati per la miglior comprensione da parte di RSPP, Datore di Lavoro, Medico compentente e RLS.

Il Decreto Legislativo n. 81 del 2008 prevede che tutte le aziende con almeno un dipendente a libro paga devono provvedere alla valutazione di tutti i rischi.

No, la temperatura è solo uno degli elementi del microclima e senz’altro insufficiente per la valutazione di questo tipo di rischio (o disagio).

L’obbligo di valutazione ha inizio con l’apertura dell’attività.

Al di là dell’onerosità della sanzione, per il quale si rinvia all’analisi caso per caso, la valutazione di microclima permette di evidenziare zone, in modo oggettivo, prescindendo dalla soggettività singola, ove il disagio microclimatico esiste e può magari essere risolto con semplici ed economici accorgimenti, migliorando il benessere collettivo e, frequentemente, impattando positivamente sui consumi energetici.